24 Ago Adattamento e conservazione degli apparecchi di ortodonzia
Gli apparecchi di ortodonzia sono raccomandati il più delle volte per andare a migliorare l’aspetto del paziente. C’è una fascia di età che, generalmente, è considerata più adatta per mettere un apparecchio: si tratta di quella che va dai 10 ai 14 anni, anche se è bene sottolineare come non vi sia un limite anagrafico per sottoporsi a trattamenti di tipo ortodontico. L’obiettivo di questi ultimi è risolvere problemi come i denti storti, i disordini temporo mandibolari o la malocclusione dentale della mandibola e della mascella ma non solo. Bisogna distinguere tra apparecchi mobili e fissi: questi ultimi in particolare richiederanno un periodo di adattamento e l’impiego di prodotti ad hoc per evitare traumatismi o infiammazioni all’interno della cavità orale.
Buone regole per conservare al meglio il proprio apparecchio
Ci sono due aspetti chiave e complementari, relativi agli apparecchi di ortodonzia, che devono essere tenuti in considerazione: si tratta della corretta manutenzione e conservazione degli apparecchi ortodontici. Richiedono un’azione congiunta del paziente – il quale dovrà essere ben consapevole della tipologia e delle implicazioni del trattamento – e del dentista.
La prima regola per una corretta conservazione dell’apparecchio è tenerlo sempre nell’apposita scatola con la quale viene fornito. Quest’ultima dovrà inoltre essere lasciata lontano da fonti di calore. La collaborazione tra paziente e dentista sarà importante anche perché il medico si farà carico di insegnare alla persona le corrette modalità per inserire e rimuovere l’apparecchio nel modo giusto: si colloca usando le dita, sempre senza fare pressione sull’arcata antagonista, mentre per toglierlo si tira con delicatezza dopo aver afferrato gli elementi detentori. Il medico stabilirà un tempo durante il quale l’apparecchio dovrà essere tenuto sempre in bocca e a questa indicazione non si potrà transigere.

L’importanza di una corretta igiene orale e dell’apparecchio ortodontico
Oltre alla corretta conservazione e manutenzione dell’apparecchio bisogna sempre dedicarsi alla pulizia di quest’ultimo e alla personale igiene orale. Nel caso di un apparecchio rimovibile, ovviamente, le operazioni di pulizia sono più semplici rispetto a uno fisso. Sia la bocca che l’apparecchio corrono dunque meno rischi in relazioni a possibili complicazioni dovute a scarsa igiene. La pulizia dell’apparecchio di ortodonzia può avvenire in maniera meccanica oppure chimica:
- pulizia meccanica, residui di cibo, placca e tartaro vengono eliminati ricorrendo il più delle volte a filo interdentale, spazzole e acqua;
- metodo chimico, in tal caso i residui sono eliminati grazie alle reazioni chimiche generate da determinati composti.
La pulizia meccanica deve avvenire di norma almeno una volta al giorno, quando il paziente toglie la protesi e non la utilizza per alcune ore inserendola nella scatola. Sul lavandino pieno d’acqua o sopra un asciugamano si spazzola l’apparecchio: usare sempre spazzole morbide, non spazzolini da denti che potrebbero fare abrasioni.
La pulizia chimica avviene invece utilizzando composti chimici come i perossidi alcalini, gli acidi e i disinfettanti. Per quanto riguarda la frequenza, è minore rispetto alla pulizia meccanica poiché è sì più efficace ma anche più aggressiva. Nel caso di un eccesso di tartaro la cosa migliore sarà portare l’apparecchio allo studio odontoiatrico per una pulizia meccanica con ultrasuoni.
L’igiene degli apparecchi fissi è più complicata. Serve inoltre più rigore nella pulizia poiché gli apparecchi fissi cementati favoriscono placca e tartaro. Ci si deve dedicare alla loro pulizia dopo aver mangiato, usando spazzolini morbidi e dentifrici non abrasivi. È possibile usare anche il raschietto linguale, dopo ogni pasto, e il collutorio per prendersi cura di eventuali ferite provocate in bocca dall’apparecchio.
Corrette abitudini e consigli per tutti i giorni
Quando si inizia a portare l’apparecchio si verificano alcune situazioni tipiche. Per prima cosa può esserci un aumento della salivazione, oltre a una sensazione come di corpo estraneo (tipica dei primi giorni). Nel caso di ortodonzia fissa, è possibile che compaia un dolore dentale o vi sia una certa difficoltà a mangiare (sempre all’inizio). È chiaro che se questi dolori proseguono troppo a lungo si dovrà tornare dal medico. Il consiglio è poi quello di mangiare cibi liquidi e il più possibile morbidi, evitando alimenti appiccicosi. La brutta abitudine di masticare il tappo della penna o la matita, poi, bisogna perderla subito. Chi fa attività fisica con una certa frequenza dovrebbe inoltre sempre utilizzare un protettore orale. Il ruolo del dentista è ancora una volta cruciale per quanto riguarda i controlli del buono stato dell’apparecchio (sia per quanto riguarda la struttura che l’igiene). Nel caso in cui vi siano componenti che non funzionano più a dovere, questi dovranno essere sostituiti.
